Tiramisù senza uova e latticini

  • Pronta in: 2 ore e mezza + 1 ora in frigo
  • Difficoltà: Media
  • Tipo: Classico
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post di presentazione: Il frutto di una sfida...
Tiramisù senza uova e latticini

Ingredienti:

Per la crema:

500 grammi di tofu vellutato
450 millilitri di panna vegatale zuccherata (altrimenti zuccherare a piacere)
1 bustina di vanillina
3 cucchiai di rum
caffè q.b.
cacao o cannella per la copertura

Per i savoiardi:

380 g di farina
20 g di fecola di patate
80 g di frumina
100 g di margarina senza grassi idrogenati
180 g di zucchero di canna
170 g di latte di soia + 20 g di acqua (o 190 g di latte di riso)
2 cucchiai di sciroppo di riso
1 cucchiaino di bicarbonato
1/2 cucchiaino di vaniglia in polvere o estratto di vaniglia
2 cucchiaini di lievito per dolci

 

Preparazione:

Preparare i savoiardi secondo la ricetta vegan del blog "Confessioni di un erbivoro"lasciarli raffreddare e, con un coltello ben affilato, dividerli a metà nel senso della lunghezza per renderli più sottili. Montare la panna vegetale con una planetaria o uno sbattitore (se non è già zuccherata, aggiungere lo zucchero prima di montarla). Quando sarà bella compatta, aggiungere il tofu vellutato, il rum e la vaniglia e montare ancora. 
Nel frattempo, preparare una macchinetta grande di caffè, quindi bagnarvi bene i biscotti e formare il primo strato di dolce nelle signole coppe o in un contenitore unico più grande. Aggiungere uno alcuni cucchiai di crema a coprire e procedere a strati fino ad arrivare ai bordi (probabilmente sarà necessario preparare altro caffè durante la preparazione). 
Se non si è intolleranti al cioccolato, è possibile concludere con uno strato di cacao amaro setacciato con un colino per il latte. Lasciar riposare in frigo almeno un'ora prima di servire.

 

Curiosità:

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Pare che il tiramisù sia un dolce nato in Toscana: una leggenda, infatti, ne collega la nascita alla “zuppa del duca”, preparata dai pasticceri senesi in occasione di una visita alla città da parte del Granduca Cosimo III de' Medici (XVIII sec.).
La ricetta, però, non è citata in nessun libro di cucina precedente agli anni '60 e Giuseppe Maffioli, esperto enogastronomico, ne attribuisce l'invenzione a Roberto Linguanotto del ristorante “Alle Beccherie” di Treviso. Il cuoco pasticcere si sarebbe ispirato a dolci al cucchiaio di stampo asburgico conosciuti nelle sue esperienze lavorative nel nord Europa.


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